| |
Familiari e testo a fronte
PROLOGO
In un luminoso mercoledì d'aprile mi trovavo, come
tutti i mercoledì, segregata in solitudine nel lussoso
loft - ex cantina - adibito ad agenzia di comunicazione
dalla super chic Signora Del Monte.
Vivendo un periodo denso di eventi che mi allontanavano
quotidianamente dal quotidiano dovere prendo la diligente
decisione di pranzare in detto ufficio per non sacrificare
minuti di redazione di inutili documenti. Se non che, verso
le 13.30 scossa da un incontenibile sonno e da pensieri
funesti, in un lampo di inquietudine decido di andare quanto
meno a prendere un caffè, affrontando con coraggio
la giungla di impiegati che affollano i bar della zona Cadorna
all'ora di pranzo.
Occhiali da sole.
Giubbottino glamour.
Apro il portone, il sole mi inonda, faccio due passi, incrocio
uno sguardo: il giovane manager dal cellulare madreperlato
mi squadra, mi sorride, sa che sono io, interrompe lapidario
la conversazione telefonica e, soffocando un grido di gioia,
mi abbraccia!
Dalla polvere della memoria, direttamente da via Filippo
da Liscate ... MAURO ROCCO ... E' QUI!!!!
Dio mio, ci mancava ...
Il gagliardo p.r. appesantito da alcuni chiletti di pancia
e di guance e alleggerito da alcuni grammi di capelli attacca
un'apologia di se stesso e dei suoi vecchi amici dell'università
enumerando successi su successi: lui in primis guadagna
senz'altro più della Rigoni, ha lavorato per un mass-mediologo
inutile noto ai più come Klaus Davi per alcuni anni
ottenendo un potere contrattuale che io forse tra 20 anni
... fa, disfa, viaggia, analizza, promuove, organizza, si
diverte e se la sciala. Io muta. Poi attacca coi suoi amici:
uno per tutti Zuber, che ha aperto un'agenzia ...sai modelle,
hostess... poi uno sciupo di consulenti in comunicazione
x aziende della madonna, traslochi in ranch nel Montana,
matrimoni blasonati, figli desiderati, attici, superattici,
magiorette e puttane, tutti felici, belli, ricchi e di successo...
Insomma, sono a un passo dall'essere massacrata, ma come
il fior di loto trovo forza dalla feccia
E tu Tiziana? E il tuo giro?
grazie Mauro, aspettavo questa domanda con ansia ...
Un incredibile vena creativa colorisce e infiocchetta le
verità mie e vostre
Ora, se la cosa vi interessa, avrei una serie di capitoli
per qusto prologo, alcuni più ricchi altri più
brevi, ognuno intitolato con i nomi dei familiari, che non
mi sprecherò a scrivere se nessuno legge questo dannato
forum!
CAPITOLO I: TIZIANA BARTOLINI
“Io lavoro in teatro.”
Aspetto un secondo decisivo per osservare la reazione. La
reazione è quasi sempre la stessa: o becchi uno che
lavora a Hollywood, o uno con l’encefalogramma piatto,
oppure c’è la sorpresa.
C’è la sorpresa. D’altronde parto avvantaggiata:
lo spettacolo ha sempre un che di affascinante, in qualunque
caso. Il pollo è mio.
“Lavoro in teatro da subito, appena finita l’università:
una tournée di due anni per una grosso musical, poi
stanca di girare in lungo e in largo –guarda: tutta
l’Italia, città dove non ero mai stata, posti
di un fascino impensato, luoghi al di là di ogni
aspettativa, paesaggi dalla poesia incontaminata-, di vivere
di notte, di feste e cene, mi sono data all’organizzazione
… sai eventi, animazioni teatrali, rassegne …
abbiamo una scuola e io sono la responsabile di tutto il
dipartimento eventi e animazioni e da quando abbiamo aperto
il teatro sono la spalla dell’organizzatrice”
“Qui in zona?”
“No, qui sono consulente per un’agenzia di comunicazione,
mi occupo principalmente dell’ufficio stampa: comunicati,
documenti, presentazioni… Mi fa piacere tenermi comunque
attiva nelle pierre, sai, non vorrei uscire troppo dal giro…”
“Eh beh, fai bene…Per il resto? Tutto ok?”
“ … ma sì dai, me la cavo: ero in trattativa
per un loft, ma poi ci sono state delle complicazioni e
ho lasciato perdere, tutto sommato coi miei sto benone …
poi sai, con il teatro si è sempre un po’ con
la testa per aria…”
“Eh, la vita bohémienne…”
CAPITOLO I: TIZIANA BARTOLINI – TESTO A FRONTE
“Lavoro per una scuola di recitazione”
L’astante incuriosito con lo sguardo chiede approfondimenti.
“Finita l’università, per puro caso,
sono finita a lavorare per una compagnia di guitti, che
con mezzi di fortuna ha arrabattato una tournée massacrante
e poco redditizia che mi ha portata in posti dimenticati
da Dio. Finita la tournée non son stata capace di
re-investirmi nello stesso campo e ho ripiegato con la gestione
artisti: lavoro sottopagata in un ufficetto che fa capo
a questa scuola e ho tutto sulle mie spalle insieme ad un’altra
disgraziata. Pensa che adesso c’è la gestione
di uno spazio teatrale e abbiamo doppio lavoro ma alcuna
gratificazione!”
L’astante sa che in Cadorna non ci sono scuole di
recitazione.
“Per sbarcare il lunario lavoro una volta alla settimana
presso un’agenzia di comunicazione nata da un capriccio
di una Signora della high society meneghina che non sopporto,
ma che paga bene.”
L’astante sa anche ho sono a un passo dai trent’anni
e ha una pruriginosa voglia di domandarmi che ne è
della mia sfera privata.
“Alla venerabile età di 29 anni e mezzo avevo
trovato un grazioso monolocale che si confaceva alle mie
possibilità, cui ho dovuto rinunciare per sopraggiunta
sciagura familiare…”
CAPITOLO SECONDO : IRENE PANZERI
“Ti ricordi Irene?”
“Certo”
“Lei appena finiti gli studi è partita col
fidanzato alla volta dell’Irlanda, lì ha trovato
lavoro, appassionandosi, nei videogiochi, come supervisor
di un team internazionale.
E’ stata tre anni, poi, padrona della lingua e di
nuovo, finalmente, single è tornata in Italia: sai,
nonostante il successo professionale e i ritmi giovanilistici
–costellati di party- della capitale irlandese si
è stufata di quel clima gelido che tanta nostalgia
di madre patria le faceva venire. Ora vive a Milano in un
grazioso appartamento in piazzale Loreto, quando è
tornata è venuto con lei un fidanzato irlandese che
ha voluto seguirla, adesso è in Scozia, sai col loro
lavoro sono richiesti in tutto il mondo…”
“E lei?”
“Adesso sta vagliando le aziende italiane che operano
nel settore, al momento, padrona della lingua si è
impiegata in una grossa azienda nella direzione generale…”
CAPITOLO SECONDO : IRENE PANZERI – TESTO A
FRONTE
“E Irene?”
“Irene ha vissuto in Irlanda per un po’, poi
è tornata in Italia, devastata nell’umore dal
maltempo e, soprattutto, superstite di una drammatica relazione
sentimentale che ha sgretolato il suo amor proprio. Si è
portata uno pseudo-fidanzato che, dopo aver gravato su di
lei per un anno come un bambino, senza alcuna indipendenza
o velleità in tal senso, alla prima occasione buona
se ne è andato in Scozia.
Adesso si trova a giostrarsi un bilocale in viale Padova
piuttosto misero e piuttosto caro da sola – già
era tirchia, figurati ora…-; inoltre dopo più
di un anno passato cercando lavoro nell’ambito dei
videogiochi si ritrova a lavorare per una azienda che produce
fitofarmaci sottoposta ad una deficiente che se non fosse
la figlia del capo forse potrebbe fare la shampista…”
CAPITOLO TERZO: STEFANO TABOGA
“Taboga? Ce l’hai in mente?”
“Sì, sì, Stefano…”
“Guarda, lui ha lavorato un po’ per lycos –
sai il portale?-, è arrivando ad accumulare un’esperienza
invidiabile, si è goduto lo splendore di una nuova
epoca; poi, sgamato, ha capito le lacune della new economy
e si è fatto furbo: prima della crisi irreversibile
del settore si è rivenduto a caro prezzo ad un importantissimo
editore nazionale, di cui è adesso responsabile marketing
e detta legge in merito a tutto quel che concerne il web.
Ha comprato un bell’appartamento in un palazzo d’epoca
nel centro storico: stupendo, con travi a vista ed arredi
scelti con gusto. Da un anno l’ha raggiunto la sua
fidanzata di sempre: che storia dal romanticismo d’altri
tempi, pensa che sogno d’amore romantico…ce
ne fossero…”
CAPITOLO TERZO: STEFANO TABOGA – TESTO A FRONTE
“Stefano Taboga? E’ in Friuli?”
“Macchè, inspiegabilmente ha rinunciato alla
collaborazione con l’attività commerciale di
famiglia nell’amena regione del nordest e si è
intestardito per rimanere a Milano, succube del ricordo
dei goliardici anni di mondanità studentesca. Infatti,
sotto gli effetti della sindrome di Peter Pan ha trovato
lavoro nell’ambiente internet, non subodorando la
precarietà di un sistema basato sul nulla.
Disperato, è tuttavia riuscito a trovare un buon
posto di lavoro ben retribuito in un’azienda fantozziana
in cui il sollazzo massimo dello spirito si riduce a meri
escamotage, tipo decorare con inopinate immagini le presentazioni
ufficiali dei fastidiosi report che servono a giustificare
la propria busta paga.
Sotto forzatura della fidanzata storica ha acquistato, indebitandosi
fino all’età pensionabile e sottraendo risorse
ai genitori, onesti lavoratori, un appartamento che è
in zona tanto ben servita quanto probabilmente sede di una
cellula di Al Quaeda e, comunque, in un palazzo fatiscente,
al terzo piano senza ascensore e senza balconi e con tutte
le finestre affacciate sulla corte.
La fidanzata storica si è poi trasferita a Milano
per una convivenza che preferisco non raccontarti per non
cadere nel tragico…”
CAPITOLO QUARTO LAURA RIGONI
Soddisfatta dell'effetto sortito con i primi racconti, vado
sul sicuro giocando la carta Rigoni, così, secondo
le mie attitudini, porto un po' di paglia in cascina per
compensare racconti difficilmente poetizzabili.
"La Laura sta a Roma da 4 anni. Lei sta veramente benone,
non fosse per altro solo la città è una meraviglia
da contemplare e gustare."
Il ragazzo conosce Roma e accusa il colpo.
"E' una sceneggiatrice, sai "Cento vetrine"?
E' una delle creatrici; soldi a palate. Ha preso casa a
Trastevere: una casa bellissima col cortile, si va al Granicolo
a piedi" Colgo l'occasione per sottolineare che Roma
è la mia seconda casa. "Lei si è laureata
prima di tutti, e ha fatto un master di scrittura creativa
proposto dallo IULM. In quel frangente gli autori della
soap l' hanno scoperta dandole questa bellissima opportunità,
che chiaramente ha preso al volo"
"Beh, caspita… E' fidanzata?" "No…
è una single incallita, se la spassa! Nessuno la
frena! Spezza cuori a destra e a manca e il suo vero interesse
son i party a base di massicce dosi si stupefacenti ed alcolici.
Pensa che coi suoi amici hanno tirato su una distilleria
di assenzio..."
Non volendo esagerare nel lodare il soggiorno romano della
suddetta, a rischio di svilire la nostra multiforme e brillante
vita milanese, condisco il tutto con un tocco malinconico:
"Certo, le mancano gli amici di Milano, ma siamo sempre
in contatto e appena si può si prende e si va..."
"Poi a Roma in aereo ci va un'oretta..." "Esatto..."
LAURA RIGONI - TESTO A FRONTE
Fortunatamente la Rigoni tiene alto il buon nome: agonizzante
tra tanti patimenti, gioco la mia carta migliore: "Laura
è a Roma da 4 anni, bella
Roma, tutte le volte che vado mi viene la malinconia a pensare
che io abito in via Dini e il Duomo è in ristrutturazione
da 3 anni. Fa la
sceneggiatrice". La città eterna ha sempre il
suo fascino, l'astante è nuovamente incuriosito:
"Ma lavora per il cinema?" "Ma va', lavora
per la Aran Endemol che è la casa di produzione della
figlia di Craxi, sono quelli del grande fratello... lei
scrive per una soap, il che non la elegge a genio della
penna, ma per riappropriarsi della propria autostima ogni
tanto con un gruppo di disperati si mettono e tiran su un
cortometraggio. Comunque, senz'altro ha le carte, ma è
anche vero che ha avuto un culo: a tempo perso si è
messa a fare un corso ... e guarda dov'è finita,
non ostante non si sia sbattuta per niente"
"Se la passa bene, però!" "Sì,
sì: a Roma ha tirato su un bel gruppeto totalmente
disomogeneo di disperati come lei che, per sfuggire alla
solitudine, si fanno forza l'un l'altro, si ammazzano di
canne e vinaccio del discount ... sai mal comune..."
"E lei convive?" "Zero, non riesce a trovarsene
uno buono: passa dall'amore travolgente alle corna, dal
distacco all'ossessione, si vede che la soap le è
entrata un po' nelle attitudini"
"Vi vedete spesso?""Fortunatamente quasi
tutti abbiamo accesso a internet gratis, se no sarebbe un
casino: promettiamo tutti imminenti pellegrinaggi, ma se
qualche volta si va a Roma il più delle volte è
millanteria..."
| |