Chi è Max Pola?

Sono Max.
Il mese scorso ho fatto il colloquio a Lycos Italia e sono arrivato in ritardo. L'esaminatore guardandomi ha immediatamente capito che non avevo voglia di lavorare e mi ha chiesto se mi sembrava il caso di presentarmi in un'azienda Internet con gli attrezzi da carpentiere e la vanga. Bon, insomma, per farla breve: avevo contattato l'azienda sbagliata; ho sempre avuto il vizio di mandare i curriculum a caso...
Non mi hanno preso.
Lì per lì non ci ho fatto caso, ma poi pensando al viaggio che dalla provincia mi aveva portato in città e alla voglia che avevo di fare danni in una multinazionale del settore tecnologico, mi sono risentito.
Ho chiesto a dei pregiudicati di mia conoscenza di stanziarsi stabilmente con le loro roulotte davanti al portone di Lycos. Loro (i pregiudicati) un po' perché ero io, un po' perché stavano cercando una nuova sede per la gestione dell'apparato mendicanti, hanno accettato.
Passa una settimana e mi chiama a casa l'Amministratore Delegato di Lycos coadiuvato dal suo Direttore Marketing dicendomi che avevano rivalutato la mia candidatura e che magari un lavoro me lo avrebbero trovato. Gli ho detto che poteva andar bene: responsabilità non ne voglio e lo stipendio lo decido io.
Si sono anche informati sul discorso delle roulotte, ma per adesso non voglio pensarci: intanto stanno lì e poi, forse, ne riparleremo.
Mi hanno ringraziato e ho riattaccato senza salutare.
E così adesso scrivo le newsletter a Lycos senza saper usare il PC.

 
   
 


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