Racconto di Natale

Anche dalle mie parti, il 25 dicembre si festeggia il Natale.
Personalmente non ci trovo nulla di male. Se ho voglia di sedermi a mangiare davanti all'albero con tutti i parenti, lo faccio. Se non ho voglia, mi organizzo con i soliti quattro disoccupati come me del bar e vado a rubare nelle case degli stessi parenti che sono a casa mia a cena. Organizzo tutto io, dalla copia delle chiavi, al furgone per caricare i beni trafugati disonestamente dalle case del parentado. Sì, è un modo come un altro per passare le feste; sempre meglio che drogarsi! Prima della fine dell'anno scarichiamo il furgone nel campo nomadi di Udine sud e ci pensano poi loro a vendere la merce e a girarci la percentuale sugli introiti netti.
Ai cuginetti più piccoli che vengono da me in lacrime quando con i loro occhietti ingenui vedono la casa oltraggiata e i loro regali crudelmente sfasciati, dico che è stato Babbo Natale. Lo faccio apposta, per punire i genitori, così imparano a fargli credere queste cose.
Il bambino in lacrime: "Max! Mi hanno rubato tutti i giocattoli!"
Io: "E' stato Babbo Natale!"
Il bambino: "Ma no! Sono stati i ladri!"
Io: "Senti, quel vecchio entra tutti gli anni a casa tua per portarti i regali. Ho saputo che per mantenere il vizio dell'alcool, ha bisogno di soldi. Se rivende il tuo televisore, qualche grappa riesce a comprarsela."
Da grandi mi ringrazieranno.

 
     


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