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Tra Daisy Duke e Arthur Fonzarelli
Ho sempre avuto la passione per i telefilm
del pomeriggio. Prima di iniziare a lavorare passavo le
ore davanti al televisore della cucina sperando di trovare
nel piccolo schermo un motivo per dimenticare la caduta
della Prima Repubblica e la fine del predominio calcistico
italiano in Europa.
I miei hanno sempre assecondato questa mia passione. Mia
madre: "Max, qua come figlio sei inutile. Io e tuo padre
abbiamo fatto tanti sacrifici per poi vederti rovinato in
questo modo. Se stai davanti alla tv, almeno non fai danni".
Bè, non era vero. Per prima cosa, prendendo spunto (male)
della famiglia Duke di Hazzard, ho saldato le porte della
Duna di mio padre e ci ho scritto sopra un bel 01. E' venuta
bene: mia madre aveva delle difficoltà a far passare le
buste della spesa dal finestrino, ma quando andavo a prendere
la mia ragazza Daisy facevo la mia porca figura!
Niente, da quando ho trovato lavoro qui a Lycos, ho scoperto
che nella sezione "televisione" ci sono gli speciali sui
telefilm che mi hanno fatto crescere: lo spunto per molte
azioni di disobbedienza civile che ho in mente li prendo
da lì. Per ora mi sono limitato a far installare a Lycos
un Juke Box al posto della receptionist e a spostare il
mio ufficio nel bagno.
Sì, come Fonzie di Happy Days.
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