Alla corte dei giostrai

Nelle pause lavorative sindacalmente riconosciute vado da un mio amico di Gallarate che fa il giostraio all'Idroscalo di Milano. Dopo anni di apprendistato, adesso mi fa leggere le carte ai suoi clienti, con previsione del futuro, consigli per il lavoro, salute, amore e tutto. Per i clienti abituali posso anche dare i numeri del Lotto e del Superenalotto... a caso.
Come da disposizioni contrattuali nazionali previste per la mia categoria, continuo ad essere regolarmente assunto e stipendiato da Lycos, pur esercitando abusivamente questa professione parallela. La scappatoia burocratica così congegnata va bene anche al giostraio che con quello che ha dichiarato l'anno scorso, non potrebbe giustificare un elemento aggiuntivo in organico.
Niente, ieri mi chiama il Direttore Marketing di Lycos che, venuto a conoscenza della mia seconda professione, ci è rimasto un po' male: "Senti, qua ti paghiamo per niente; abbiamo una sezione oroscopo che potresti curare tu così giustifico il tuo costo in bilancio. Tanto poi il nostro oroscopo vero lo mandiamo avanti lo stesso." All'inizio l'idea mi piaceva, ma alla fine non ho accettato. Sì, leggo le carte per passione, non per soldi: anch'io, con tutta la buona volontà, più di tanto non posso venire in contro all'azienda. Lavoro tutto l'anno e ho diritto di avere un po' di tempo per me stesso.
Poi sono io il primo ad andare su Lycos Astrologia per leggere l'oroscopo.
Il Direttore Marketing è stato d'accordo con me e si è scusato a nome del Consiglio di Amministrazione.

 
   


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